Brutta sconfitta per la Fiorentina ad Udine in quella che era la partita che doveva dirci chi è la Fiorentina.
E, ahimè, probabilmente l’ha detto: la Viola di quest’anno pare essere la sorella gemella di quella della scorsa stagione, quella che quando le cose vanno bene pare pure essere una bella squadra, ma quando, invece, vanno male, non riesce a reagire.
Se è vero, infatti, che la gara è stata condizionata dal rigore generosissimo trasformato da Di Natale al quarto d’ora del primo tempo, è altrettanto vero che c’erano ancora 75 minuti per far vedere una reazione da squadra con le palle, reazione che, invece, non c’è stata.
Troppo lenta e prevedibile la manovra viola, centrocampo assolutamente privo di idee e dinamismo, attacco evanescente, l’unico reparto che ha tenuto botta è stato quello difensivo, nonostante i due gol subiti.
Il futuro viola, allora, è di nuovo incerto con un punto interrogativo in più: oltre a quello sulla bontà della guida tecnica e all’altro, fastidiosissimo, sul ruolo di Montolivo nei prossimi mesi, adesso a far stare in apprensione il popolo viola ci sono le condizioni del Gila, uscito a mezz’ora dalla fine per un infortunio che al momento è apparso grave.
Incrociamo le dita…