feb 092010
 

Eh, no… Cesare non si tocca.
Questa mattina Tuttosport ha pubblicato un articolo che rilancia la tesi di un Prandelli futuro bianconero o quasi.
Inutile sottolineare quanto certe voci possano essere fastidiose non solo per la tifoseria viola, ma anche per la squadra, specialmente in un momento difficile nel quale, invece, tutte le componenti dell’universo Fiorentina, stanno facendo quadrato per proteggere il “progetto Fiorentina” ed i sogni legati ad esso.

Ferrara ha deluso, per Zaccheroni è già partito il conto alla rovescia che lo porterà a salutare la squadra bianconera a fine stagione, probabilmente fuori dalla zona Champions nonostante i proclami di appena due settimane fa. E allora è logico che chi vive di Juve auspichi un futuro migliore, a partire da una società più competente, certo, ma che non può prescindere da un tecnico preparato e di spessore. Da qui la speranza, peraltro legittima, di accaparrarsi il miglior Mister degli ultimi anni: Claudio Cesare Prandelli. Speranza, appunto, e solo questo, alla base di un articolo che è fatto soltanto di asupici e congetture.

Partecipi della preoccupazione del tifo viola nel sentire voci di un possibile addio del Mago di Orz, abbiamo scelto di riportare di seguito l’articolo di Tuttosport per esaminarlo e commentarlo frase per frase, cercando di definire quanto le affermazioni del quotidiano torinese siano fondate. In blu l’articolo di Tuttosport, in rosso il commento di Fiorentinacalcio.com.

TORINO, 9 febbraio – Cesare Prandelli è sul mercato.
Già questa affermazione merita una domanda: cosa significa “sul mercato”? Prandelli ha indetto un’asta per assicurarsi le sue prestazioni la prossima stagione? La Fiorentina possiede il cartellino del suo Mister e lo ha dichiarato cedibile?

Anche a Firenze ormai l’hanno realizzato e le parole di Diego Della Valle («Prandelli? Di­pendesse da noi rimarrebbe per anni») testimoniano l’incertezza dei vertici viola.
Eh, no… a Firenze nessuno ha “realizzato” un bel niente. Prandelli più che un allenatore di calcio è considerato uno di casa. Prandelli vuole bene a Firenze prima ancora che alla Fiorentina. Le parole di Diego Della Valle sono quelle di un uomo rispettoso dei ruoli e delle persone che non si permette di dire “Prandelli rimarrà sempre a Firenze perché lo dico io”, quando ancora il prolungamento del contratto del mister non è stato firmato. Della Valle parte dal presupposto che Claudio Cesare Prandelli sia un individuo pensante in grado di decidere autonomamente del suo futuro nei tempi e nei modi a suo tempo concordati: in primavera.

In realtà a Firen­ze si preparano cambiamenti radi­cali e per quanto su questo tema i Della Valle glissino, il primo a es­serne consapevole è ovviamente il tecnico.
Qui si fa riferimento probabilmente al ringiovanimento della rosa messo in atto nel mercato di gennaio dalla società gigliata, come se questo fosse avvenuto contro i desideri del tecnico di Orzinuovi. Premesso che la tesi di Tuttosport non viene supportata da fatti concreti né tantomeno avvalorata dalla citazione di fonti, il cambio Feliper per Dainelli è stato più che gradito da Cesare, mentre le partenze di Castillo e Jorgensen non rappresentano certo un inizio di smobilitazione per la Viola (con tutto il rispetto per il grande Martino). L’arrivo di due talenti in più come Laijcic e Keirrison è un regalo per il futuro della squadra, non un ridimensionamento.

Il quale pur essendo lega­tissimo alla Fiorentina e per esten­sione a Firenze tutta, dopo cinque anni in viola non se la sente di ri­partire da capo. Lo farebbe soltan­to (discorso difficile da digerire per la Fiorentina, ma è la verità) in mancanza di alternative.
Ma figuriamoci se Tuttosport conosce cosa Cesare si senta di fare o di non fare…

Criptico in tal senso Pantaleo Corvino: «Ogni momento sarà buono per va­lutare quello intende valutare» . O forse, semplicemente, in certi casi non si può dire tutto quello che si sa.
Ecco come nella favoletta di “Prandelli alla Juve” si arriva ad interpretare in tal senso una frase del Corvo assolutamente vaga e priva di ogni minimo riferimento a fatti od ipotesi.

PRONTO A DIRE SI’ - Insomma, Prandelli vorrebbe salire ancora uno scalino nell’ideale scala del calcio, consapevole (giustamente) del proprio valore.
Ancora… quello che vorrebbe Prandelli lo sa Prandelli. Si tratta di una considerazione che, non supportata da alcun dato di fatto né da fonti ben identificate, vale quanto la nostra illazione “Prandelli ama il gelato al pistacchio” (eh si… è lo scoop dell’anno di Fiorentinacalcio.com).

La Juve in tal senso rappresenta la soluzione ideale per svariati motivi, anche se alla gente fiorentina tutto ciò po­trà sembrare assurdo. Prandelli però ha una sensibilità diversa sull’argomento rispetto ai suoi at­tuali tifosi, perché l’ambiente bian­conero gli è ben noto, avendolo fre­quentato proficuamente per sei an­ni da calciatore. Ma non è tutto, ov­viamente. E nemmeno l’argomen­to più importante. La motivazione principale che spinge il tecnico a prendere in serissima considera­zione l’ipotesi Juve è legata al fat­to di poter approdare in un club di primissima fascia sotto il profilo economico, in grado di assicurargli investimenti importanti e continui per tornare a vincere. Insomma, gli obiettivi del club di Corso Galileo Ferraris e del tecnico di Orzinuovi coincidono. Per questo possono far­lo anche le rispettive strade.
In quest’ultimo stralcio di articolo la fantasia prende definitivamente il sopravvento: oltre ad essere nuovamente descritte le sensazioni e le aspirazioni di Prandelli (a Tuttosport probabilmente lavora il confessore del tecnico di Orzinuovi) si arriva ad affermare che, per fare il salto di qualità il buon Cesare dovrebbe lasciare una società modello con proprietari illuminati, una dirigenza di prim’ordine ed un progetto ambizioso per un’altra che in questi 4 anni ha mostrato solo idee confuse e una dirigenza impreparata autrice di una lunga serie di valutazioni errate (non ultime le scelte di Ferrara, Diego, Melo, Zaccheroni e chi vuole infierire infierisca pure).

I CONTATTI - Al momento non si può ancora parlare di una trattati­va, segnali a Prandelli però ne so­no arrivati e non l’hanno lasciato indifferente. Un punto di partenza su cui lavorare.
Segnali? e Prandelli non indifferente a questi segnali? Qualcuno ci dica di cosa si tratta: segnali di fumo, segnali telepatici? Eh si… sono un bel punto di partenza su cui lavorare.

Se Jean Claude Blanc accetterà i consigli del suo illustre (e vincente) predecessore Giampiero Boniperti, mettersi d’accordo sarà questione di un at­timo. Oltretutto si porterà in casa il professionista ideale per provare a rilanciare Felipe Melo, i prece­denti incoraggiano.
Se Jean Claude Blanc dovesse rimanere alla Juventus e Prandelli volesse vincere qualcosa, allora potrebbe andare davvero ad allenare ovunque tranne che alla Juventus, con buona pace di chi ha acquistato Felipe Melo e che si ostina a credere che sia davvero un giocatore che valga più di 6-7 milioni di euro.

In fondo si sa… è bello sognare.

 Posted by at 3:58 pm

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