Delusione forte, fortissima. Momento difficile nell’ambiente viola con una parte della tifoseria che per la prima volta sembra aver iniziato a perdere la pazienza.
E allora, a cavalcare l’onda del disfattismo e della polemica fine a se stessa, ecco l’articolo titolato “Tanto per “ruzzare”: gli ex targati Corvino-Prandelli” apparso a firma Giacomo Rosati su fiorentina.it la sera del 26/04/2010 del quale riportiamo la parte finale, nella quale viene snocciolata la formazione “ideale” degli ex-viola ceduti nell’era Corvino-Prandelli.
“Per chiudere, ecco la formazione degli ex sopra citati schierata con lo schema 4-4-2. Noi abbiamo scelta questa, se volete potete sbizzarrirvi a fare la vostra, magari mischiandola anche coi giocatori attualmente in rosa. Insomma, a voi la scelta.
Storari, Zauri, Dainelli, Ujfalusi, Balzaretti; Maggio, Melo, Liverani, Semioli; Pazzini, Toni
Altri giocatori: Lobont, Lupatelli; Vanden Borre, Potenza, Da Costa, Jimenez, Valdes, Kuzmanovic, Blasi, Pazienza, Do Prado, Jorgensen, Almiron, Bojinov, Castillo, Bonazzoli, Osvaldo, Brocchi, Reginaldo.”
Bene. Premesso che i risultati sportivi di Corvino e Prandelli parlano da soli e non hanno assolutamente bisogno di essere difesi, suscita comunque un certo fastidio il dover leggere considerazioni tanto distruttive quanto poco condivisibili.
Se è vero che siamo tutti delusi di questo finale di stagione caratterizzato da un certo “rilassamento” degli uomini in maglia viola, è altrettanto vero che fino a Natale i ragazzi di Cesare e Pantaleo ci hanno fatto sognare davvero in grande e vedere tutto il lavoro fatto dalla società viola in questi anni ridotto ad un misero elenco di undici nomi appare come una pugnalata alla schiena che può essere motivata solo dalla volontà di schierarsi dalla parte delle facili lamentele di chi sguazza nel senno di poi.
Passiamo in rassegna nome per nome il poderoso “undici” ipotizzato dal giornalista del più famoso dei siti viola:
Storari… Storariiiii?! Sventurati Corvino Prandelli che si sono lasciati sfuggire un portiere del calibro di Storari, preso in prestito come dodicesimo dietro un campione come Sebastian Frey. Eh si, per chi non lo sapesse Storari era alla Fiorentina solo in prestito dal Milan che a fine stagione se lo è ripreso. Lo staff tecnico viola non si è stracciato le vesti per trattenerlo. Linciamoli.
Zauri… Zauriiiii?! Ma Zauri chi? Quello che nella passata stagione è svenuto da solo in area viola mentre il Lione riapriva una partita che la Viola stava vincendo per 2-0 in trasferta? Quello che nell’anno in cui volevano spedirci in serie B ha parato sulla linea di porta un gol che poteva valere la salvezza della Fiorentina? Per chi non lo sapesse Zauri era alla Fiorentina solo in prestito dalla Lazio che a fine stagione se lo è ripreso. Lo staff tecnico viola non si è tagliato le vene per trattenerlo. Lapidiamoli.
Dainelli. Diciamocelo pure: perdere Darione nel momento decisivo della stagione è stata una vera e propria disdetta, anche perché Felipe finora ha deluso e stenta a dimostrare il suo valore. L’acquisto del brasiliano, però, è stato salutato con favore dalla critica e dalla tifoseria. Darione, purtroppo e comprensibilmente, non voleva perdere il posto da titolare ed quindi deciso di accettare l’offerta economica del Genoa che gli consentirà di chiudere la carriera con uno stipendio sensibilmente superiore a quello che percepiva a Firenze. Dario ha deciso di lasciare Firenze, punto e basta.
Ujfalusi. Ufo voleva fare una nuova esperienza di vita in un campionato diverso da quello italiano e probabilmente voleva anche più quattrini. Impossibile trattenerlo alla scadenza del contratto se non con un’offerta economica sproporzionata rispetto al suo valore e certamente al di fuori dei parametri fissati per il monte stipendi viola.
Balzaretti. Balzarettiii?!! Cerchiamo di mantenere un po’ di serietà e di obiettività per non cadere nella tentazione di pensare che l’erba del vicino è sempre più verde. Balzaretti è un giocatore “normale” tendente allo scarpone, scartato dalla Giuve e che a Firenze ha fatto ben poco per farsi rimpiangere e ora a Palermo non sta di certo emulando Roberto Carlos.
Maggio. Errore di valutazione dello staff viola riguardo alle condizioni fisiche di Christian dopo il grave infortunio. Un peccato averlo lasciato andare.
Melo. Una delle più grandi soddisfazioni mai avute dal mercato in uscita delle Fiorentina. Il capolavoro di Corvino. Lo staff della Giuve messo in ridicolo dalla maestria di Pantaleo che probabilmente andrebbe processato per circonvenzione di incapace.
Liverani. Un peccato non avergli rinnovato il contratto per una questione di pochi soldi quando aveva ancora tre anni di carriera ad alto livello. Comunque sia non è Iniesta.
Semioli. Sostituito con l’acquisto di Marchionni che nel complesso ha disputato una stagione più che sufficiente. Non è in corsa per il Pallone d’Oro.
Pazzini. Nota dolente del mercato della Viola negli ultimi cinque anni. Se è vero che il Pazzo non è Rooney, certamente poteva far comodo come vice Gilardino. Nessuno si deve, però, dimenticare due dati di fatto molto importanti: 1) a Firenze la sua occasione l’ha avuta quando è stato titolare per una intera stagione nella quale ha segnato appena 9 reti, sbagliando l’impossibile sotto porta, facendosi spesso soffiare il posto da Vieri che quando entrava segnava eccome; 2) accanto a Cassano si ha la possibilità di segnare almeno 7-8 gol facili all’anno. Il valore reale di Gianpaolo (indubbiamente un ottimo giocatore) si vedrà quando giocherà una stagione intera senza avere accanto il Pibe de Bari.
Toni. Tutti abbiamo ancora negli occhi la fagiolata di reti che Luca ha segnato il primo anno a Firenze, specialmente nella prima parte di stagione nella quale ha trascinato una squadra normale nelle zone nobili della classifica. Proprio queste prestazioni hanno attirato sul bomber di Pavullo l’attenzione dei grandissimi club d’Europa che hanno offerto all’attaccante uno stipendio quattro (4!) volte superiore a quello che percepiva in viola (diciamo circa 6 milioni contro 1,5). La Fiorentina non ha un potenziale di entrate economiche (bacino di utenza eccetera eccetera) tale da poter pagare un simile stipendio, neanche se in rosa avesse Messi. Leviamoci dalla testa che la dirigenza viola possa trattenere un campione se questi avesse un’offerta principesca da un altro club. L’unica speranza sarebbe quella di trovarsi di fronte ad un elemento talmente attaccato alla maglia da rinunciare a tanti tanti soldi raggiungendo un compromesso economico con la Fiorentina.
Bene. Alzi la mano chi ha il coraggio di criticare l’operato di Cesare e Pantaleo, anzi… alzi la mano chi si sente di negare che i nostri due veri fuoriclasse abbiano fatto negli anni un ottimo, davvero ottimo, lavoro.