La Fiorentina che non ti aspetti. Fuori Vargas, fuori Marchionni, Zanetti, Gilardino, De Silvestri, dentro Gobbi e Pasqual, Bolatti, Comotto e soprattutto l’oggetto misterioso Keirrison. Sono in molti sugli spalti a guardare con occhi interrogativi l’undici schierato da Cesare. La partenza sprint dell’Inter, poi, sembra confermare i timori: stasera ci vuole il pallottoliere.
E invece no, la Viola fa quello che ha fatto negli ultimi cinque anni: se la gioca dall’inizio alla fine mettendo in campo carattere ed entusiasmo.
L’Inter soffre, eccome se soffre. Va sotto sulla zampata di Keirrison, vacilla sui numerosissimi contropiede viola che, ahimè, non sono sfruttati per chiudere la partita.
Poi due azioni splendide, eseguite con precisione chirurgica da una grandissima squadra vedono la Viola andare sotto per 2-1, ma prima della fine su calcio d’angolo l’ennesimo rimpallo in area nerazzurra finalmente premia la Fiorentina.
Finisce 2 a 2, niente biscotto, ma anzi, dimostrazione di correttezza e pulizia a tutta l’Italia calcistica e soprattutto alla tifoseria romanista che ha pianto una settimana intera su radio e giornali ipotizzando uno scambio di favori tra viola e nerazzurri.
Grande Fiorentina, grande Cesare e grandissma la curva che ha esposto uno striscione con un messaggio bellissimo: “Società con la solita competenza e cuore, noi con fiducia e voce uniti verso un’unica meta”.
apr 102010