Tanto tuonò che piovve. Dopo un anno e mezzo di frustrante non-gioco, i tifosi viola possono tornare almeno a sognare. Via Mihajlovic, arriva Delio Rossi.

Grazie Andrea!

Brutta sconfitta per la Fiorentina ad Udine in quella che era la partita che doveva dirci chi è la Fiorentina.
E, ahimè, probabilmente l’ha detto: la Viola di quest’anno pare essere la sorella gemella di quella della scorsa stagione, quella che quando le cose vanno bene pare pure essere una bella squadra, ma quando, invece, vanno male, non riesce a reagire.
Se è vero, infatti, che la gara è stata condizionata dal rigore generosissimo trasformato da Di Natale al quarto d’ora del primo tempo, è altrettanto vero che c’erano ancora 75 minuti per far vedere una reazione da squadra con le palle, reazione che, invece, non c’è stata.
Troppo lenta e prevedibile la manovra viola, centrocampo assolutamente privo di idee e dinamismo, attacco evanescente, l’unico reparto che ha tenuto botta è stato quello difensivo, nonostante i due gol subiti.
Il futuro viola, allora, è di nuovo incerto con un punto interrogativo in più: oltre a quello sulla bontà della guida tecnica e all’altro, fastidiosissimo, sul ruolo di Montolivo nei prossimi mesi, adesso a far stare in apprensione il popolo viola ci sono le condizioni del Gila, uscito a mezz’ora dalla fine per un infortunio che al momento è apparso grave.
Incrociamo le dita…

Gilardino e poi Cerci, buona la prima. Parte con il piede giusto il campionato della squadra viola.
Primo quarto d’ora incoraggiante per gli uomini di Mihajlovic. I tre davanti sembrano subito in palla, con Jojo particolarmente voglioso di fare.
Viola in vantaggio al 20′ con un gran colpo di testa di Gilardino su un perfetto cross di Pasqual dalla sinistra.
Il vantaggio, però, sgonfia l’iniziativa viola che per il resto del primo tempo abbassa i ritmi e lascia pericolosamente il centrocampo al Bologna.

Al rientro delle squadre in campo per il secondo tempo, i giocatori viola fanno subito capire che hanno voglia di chiudere la partita.
La Fiorentina balbettante della seconda parte del primo tempo è un ricordo e adesso la Viola aggredisce il Bologna con continuità attraverso iniziative che passano dai piedi buoni di Cerci e quelli buonissimi di Jovetic.
Arriva il 2-0: Jojo lavora bene un pallone in area sulla sinistra e serve al centro dell’area piccola un assist che Cerci deve solo spingere in rete.
La Fiorentina adesso sembra dilagare: non si contano le occasioni sprecate in avanti dal tridente viola. Cerci diventa egoista e cerca spesso la soluzione personale quando Jovetic, smarcato al limite dell’area, chiama il pallone.
Il terzo gol non arriva, il Gila ruba un pallone d’oro sulla traquarti felsinea, ma spara addosso a Gillet una conclusione che sembrava già in gol. Inizia il duello di Jovetic con la porta del Bologna: Jojo riesce coninuamente a saltare l’uomo e a liberarsi al tiro, ma il risultato sono sempre tiri deboli e raramente nello specchio. Peccato.

Si fa male Gamberini, all’ennesimo guaio muscolare, sostituito dal giovanissimo Nastasic che non sfigura. Gli ultimi minuti vedono Diamanti salire in cattedra colpire il palo alla destra di Boruc con una punizione fantastica. Il popolo viola trema per una partita che doveva essere già chiusa.
C’è tempo per l’esordio di Santiago Silva che prende il posto di Gilardino, dopo che Kharja aveva preso il posto di Behrami.
Finisce 2-0, tre punti e un po’ di ottimismo in più. Abbiamo una buona squadra.

Il primo impegno ufficiale della Fiorentina per la stagione 2011-2012, che vedeva la Viola di fronte al Cittadella del giovane Di Carmine,  si conclude con una vittoria di misura ed una prestazione tutto sommato positiva, seppure contro una squadra di una categoria inferiore.
Pomeriggio torrido al Franchi, ma le due squadre sono comunque riuscite a mettere sul campo grinta e corsa.
Subito in vantaggio la Viola con uno splendido gol di Gilardino ottimamente servito da Lazzari, poi il bello spunto di Jovetic che ha portato il montenegrino a sfiorare il 2-0 colpendo un palo. Gli ultimi dieci minuti della prima frazione hanno visto i ragazzi di Mihajlovich rallentare i ritmi e subire il ritorno del Cittadella che in chiusura di tempo ha trovato il pari con un bel gol proprio di Di Carmine.
Seconda frazione di gara che ha visto la Fiorentina partire subito forte e trovare il gol con Alessio Cerci, bravo a vincere prima un rimpallo e poi a infilare la porta all’incrocio dei pali con un sinistro di precisione pazzesca. La Firoentina ha poi cercato con insistenza il terzo gol per chiudere la gara, ma l’imprecisione ed un po’ di egoismo da parte degli attaccanti hanno permesso al Cittadella di rimanere in partita fino al novantesimo.
Positiva la prova di Cerci, Gilardino, Lazzari, Jovetic (impreciso, ma molto volenteroso). Da rivedere la difesa che, quando la Fiorentina ha abbassato i ritmi, ha sbandato a più riprese, complice scarsa copertura da parte del centrocampo.

Colpo durissimo, inutile girarci intorno.
Sono più che comprensibili le ragioni della dirigenza viola che in questo mercato ha voluto ringiovanire la squadra e ridurre il monte ingaggi per poter pendere la rincorsa con un nuovo progetto alimentato da un propellente giovane e che abbia un margine economico per gli ingaggi tale da poter programmare una nuova risalita verso l’Europa.
Tutto comprensibile, condivisibile, strategicamente ineccepibile…
però vedere Seba appendere per sempre la maglia viola di SuperSeba fa davvero male.

Si potrebbe disquisire per anni riguardo all’attaccamento alla maglia dei giocatori e alla possibilità di ridursi l’ingaggio per rimanere nella squadra del cuore. Noi siamo sicuri che la Fiorentina è e rimarrà la squadra del cuore di Frey, ma sappiamo allo stesso tempo che è sempre troppo facile parlare dei soldi degli altri.
Non ci resta che ringraziare Seba per i fantastici anni in maglia viola, vissuti sempre da assoluto e determinante protagonista nella Fiorentina di Prandelli e Corvino che ha stupito l’Europa.
Quante parate esaltanti, quanta grinta, quanta carica, quanti ruggiti feroci… grazie.

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