Delusione forte, fortissima. Momento difficile nell’ambiente viola con una parte della tifoseria che per la prima volta sembra aver iniziato a perdere la pazienza.
E allora, a cavalcare l’onda del disfattismo e della polemica fine a se stessa, ecco l’articolo titolato “Tanto per “ruzzare”: gli ex targati Corvino-Prandelli” apparso a firma Giacomo Rosati su fiorentina.it la sera del 26/04/2010 del quale riportiamo la parte finale, nella quale viene snocciolata la formazione “ideale” degli ex-viola ceduti nell’era Corvino-Prandelli.
Una bella Fiorentina quella del primo tempo a Bergamo. La prima frazione si conclude con i viola immeritatamente sotto di un gol.
La ripresa, però, non è stata giocata allo stesso livello dai ragazzi di Cesare. C’è stata volonta, su questo non c’è dubbio, ma sono mancate quella cattiveria e quella voglia di sbranare l’avversario che in altre occasioni hanno permesso alla Fiorentina di ribaltare situazioni di svantaggio, altre di compiere imprese a livello continentale.
E’ comprensibile che al termine di una stagione così faticosa, sfortunata e condizionata dagli arbitraggi, i ragazzi in maglia viola siano a corto di energie e di entusiasmo.
Non si può essere arrabbiati con loro per il secondo tempo di ieri, perché in questa stagione tutti hanno fatto del loro meglio ed al termine di quasi ogni partita c’è stato da essere orgogliosi di loro.
Adesso, però, non bastano impegno e volontà. Ci vuole un piccolo grande sforzo in più, ci vuole la cattiveria. Serve quell’attaccamento alla maglia che ha ogni tifoso che si mette in viaggio ogni domenica o che si fruga per regalare i soldi a Murdock o al nano, nonostante il campionato sia alla fine e non abbia più niente da dire sotto il profilo del risultato finale.
Se ai ragazzi mancassero le qualità tecniche o le conoscenze di gioco si potrebbe anche accettare una prova mediocre come quella del secondo tempo di ieri, ma non è così. I nostri hanno buoni piedi e con il pallone ci sanno fare. Sono professionisti seri e quando escono dal campo hanno dato il 100%.
Serve allora quel qualcosa in più per compensare il comprensibile calo di motivazioni che è inevitabile in una situazione di classifica come la nostra.
Serve essere tifosi viola, serve amare la maglia e considerare ogni minuto giocato con addosso i colori viola come un privilegio di valore assoluto, come un motivo di vanto e di orgoglio, serve sentire di rappresentare una famiglia, di essere la sintesi di una fede. Serve amore per questa cazzo di religione che si chiama Fiorentina.
Domenica in campo 11 tigri, altrimenti lasciate il posto a 11 ragazzi della curva e ci si rivede il prossimo anno con le pile cariche.
I 21 convocati per la partita di domani sera:
Babacar, Bolatti, Comotto, De Silvestri, Donadel, Felipe, Frey, Gilardino, Gobbi, Jovetic, Keirrison, Kroldrup, Ljajic, Marchionni, Montolivo, Natali, Pasqual, Santana, Seculin, Vargas, Zanetti.
Ci sono dunque Vargas, Marchionni e Zanetti. Se daranno sufficienti garanzie, Cesare li metterà tutti e tre in campo sin dall’inizio, con Santana, Donadel e Gobbi pronti a dare il cambio nella ripresa.
L’impresa è quasi impossibile, contro un’Inter certamente avvelenata per il pari che le abbiamo imposto in campionato. Avvelenata, ma leale, come del resto è stata sabato sera e come è nello spirito del loro Mister e di quello dei numerosi campioni della rosa.
E allora tutti a tifare viola per una serata che, comunque vada, siamo certi farà vivere grandi emozioni al popolo viola.
Tutti uniti verso la meta insieme al nostro Stefano Borgonovo.
La Fiorentina che non ti aspetti. Fuori Vargas, fuori Marchionni, Zanetti, Gilardino, De Silvestri, dentro Gobbi e Pasqual, Bolatti, Comotto e soprattutto l’oggetto misterioso Keirrison. Sono in molti sugli spalti a guardare con occhi interrogativi l’undici schierato da Cesare. La partenza sprint dell’Inter, poi, sembra confermare i timori: stasera ci vuole il pallottoliere.
E invece no, la Viola fa quello che ha fatto negli ultimi cinque anni: se la gioca dall’inizio alla fine mettendo in campo carattere ed entusiasmo.
L’Inter soffre, eccome se soffre. Va sotto sulla zampata di Keirrison, vacilla sui numerosissimi contropiede viola che, ahimè, non sono sfruttati per chiudere la partita.
Poi due azioni splendide, eseguite con precisione chirurgica da una grandissima squadra vedono la Viola andare sotto per 2-1, ma prima della fine su calcio d’angolo l’ennesimo rimpallo in area nerazzurra finalmente premia la Fiorentina.
Finisce 2 a 2, niente biscotto, ma anzi, dimostrazione di correttezza e pulizia a tutta l’Italia calcistica e soprattutto alla tifoseria romanista che ha pianto una settimana intera su radio e giornali ipotizzando uno scambio di favori tra viola e nerazzurri.
Grande Fiorentina, grande Cesare e grandissma la curva che ha esposto uno striscione con un messaggio bellissimo: “Società con la solita competenza e cuore, noi con fiducia e voce uniti verso un’unica meta”.