Primo minuto di gioco. Il centrocampo non filtra una palla che non appare irresistibile, a sinistra Felipe perde l’uomo, cross in mezzo dove i centrali sono in ritardo e De Silvestri non riesce ad anticipare Mascara: 1 a 0 e la partita tatticamente diventa terribile per la Viola.
Da quel momento in poi è un monologo della Fiorentina. Cesare si sgola chiedendo ai ragazzi di stare “su”. La squadra risponde presente in modo compatto. Jovetic gioca 20 minuti da fantascienza inventando giocateda pallone d’oro.
La palla, però, non vuole proprio entrare.
Insiste la fiorentina, il Catania si difende con undici uomini dentro l’area. Mascara risulterà più volte decisivo in anticipi salva risultato proprio in area catanese.
Il secondo tempo scorre sulla falsa riga del primo: dentro anche Babacar, ma gli spazi sono davvero ridottissimi. Fiorentina a tratti tambureggiante con i tiri che uno dopo l’altro si stampano sul corpo dei giocatori rossoazzurri. Baba sfiora la rete con un imperioso stacco di testa su una splendida palla di Santana.
Finisce 1 a 0, ma la squadra esce dal campo a testa alta, dopo aver dato tutto e aver mostrato davvero un grande collettivo. Peccato per quel primo minuto che ha concesso al Catania di giocare la gara che voleva: tutti dentro l’area affidandosi alla dea bendata.
Affontare le ultime undici partite di campionato come undici partite contro il Bayern. Le prime due le abbiamo vinte, questa sera a Catania l’ennesima sfida decisiva. Partita difficilissima, per una lunga serie di ragioni: il Catania è in un ottimo periodo di forma, ha battuto l’Inter, si è riposato domenica nella partita “amichevole” contro il Chievo, ha bisogno di punti per allontanarsi definitivamente dalla lotta per non retrocedere.
La Viola, invece, si presenterà con i soliti uomini protagonisti degli ultimi due successi. Niente Vargas, niente Marchionni, le ali che hanno spesso fatto volare la Fiorentina in questa stagione. Al loro posto Gobbi e Santana che contro il Genoa hanno messo in campo una prova maiuscola e che stasera sono chiamati a ripetersi.
Non sarà, però, una partita dei singoli. Sarà la squadra, spinta dalla fame e dalla ferocia mostrate a Napoli e contro il Genoa, spinta da una tifoserie intera che crede nei miracoli, spinta dall’entusiasmo di chi vuole sorprendere e sorprendersi, a decidere l’esito dell’ennesima “finale” di questa splendida stagione.
Forza ragazzi, dentro con palle e cervello, su ogni pallone, ogni minuto, ogni secondo, tutti uniti come una cosa sola.
Non ci sono pressioni, non ci sono aspettative ed ansie che tagliano le gambe. Ci sono solo rabbia, fame, entusiasmo, VOGLIA. Stasera conta vincere.
E’ ufficiale: la Fiorentina è tornata. Dopo l’impresa di Napoli la Viola conferma contro il Genoa di avere ancora qualcosa da dire in questo campionato. Non era facile ripartire, non era facile metter via la delusione di Champions e rituffarsi in un campionato compromesso da sfortuna, infortuni e arbitraggi. I ragazzi di Cesare, invece, stanno dimostrando di avere acquisito in questi anni la mentalità di una squadra vincente.
Frey sv: Inoperoso. Zero tiri del Genoa nello specchio. Bravo nei rinvii sui numerosi retropassaggi dei compagni.
Comotto 6+: Bene in fase difensiva, si propone anche in avanti, ma i suoi cross non trovano i compagni.
Pasqual 7: Regala una serata di quelle che fecero innamorare i tifosi viola quando innescava Luca Toni. Grande affiatamento con Gobbi, bravo sia in avanti che in copertura.
Natali 7: Recuperato in settimana dallo staff medico, sfodera una prestazione da Champions League.
Kroldrup 7: Onnipresente di testa e preciso nell’impostare con i piedi. Dopo 19 partite la Viola finalmente non prende gol.
Montolivo 7: Padrone del centrocampo, sia di quello viola che di quello del Genoa. Là in mezzo la legge è lui.
Zanetti 6,5: Gioca solo il primo tempo durante il quale il centrocampo viola sovrasta quello del grifone. Affaticato, lascia la ripresa a Donadel.
Gobbi 7,5: Di nuovo schierato laterale alto di sinistra, di nuovo tra i migliori. Sollevato dai compiti di copertura del terzino sembra un altro giocatore: pressa, raddoppia, crossa, triangola. Trasformato.
Santana 7,5: Finalmente in gol.. e che gol. L’uomo tutto tecnica e zero concretezza decide di diventare decisivo ed al terzo minuto la mette dentro di tacco. Tanta corsa, numeri che strappano applausi, praticamente immarcabile. Indemoniato.
Jovetic 7,5: Quando serve Comotto con un colpo di testa in tuffo si capisce una volta di più che non è un giocatore normale. I giocatori del Genoa non gli prendono mai le misure e Stefano imperversa per tutto il primo tempo nella trequarti ospite. Ha meno energie nella ripresa, ma quando la Viola sale, chiude la partita procurandosi il rigore del 2-0. Fuoriclasse.
Gilardino 7,5: Grande partita di Alberto. Nel primo tempo raccoglie al limite dell’area genoana palloni su palloni, difendendoli e smistandoli al limite dell’area o sulla fascia. Magico nel compo di tacco che innesca Gobbi per l’assist dell’1-0. Giocate da playstation.
Donadel 6,5: Entra al posto di Zanetti affaticato. Recupera due palloni fondamentali.
De Silvestri 6,5: Gioca poco più di mezz’ora. Impressionanti alcuni suoi recuperi in velocità.
Babacar 7,5: Il pubblico era già felice di vederlo di nuovo in campo. Lui approfitta di un regalo di Bocchetti per mettere dentro un gol tutt’altro che facile.
Santana e Donadel a terra abbracciati con in faccia dipinto il sorriso di chi sa di aver compiuto un’impresa. Il capitano Montolivo che esce dal campo fiero con le braccia protese verso l’alto in segno di vittoria. C’è molto più dei tre punti dietro questa vittoria.
“I ragazzi caratterialmente non hanno mai mollato” ripete Prandelli alle televisioni nel dopo gara.
Prestazione maiuscola dell’undici di Cesare nella partita più difficile dell’anno: Fiorentina tosta sin dalle battute iniziali, seppure in forte emergenza ed a pochi giorni da un’eliminazione in Champions che più cocente non si può. Doveva essere la partita della resa, è stata la partita che ha dimostrato a tutti quanto questo gruppo di ragazzi sia diventato squadra.
Tanta, troppa sfortuna quest’anno, ma l’ottimo lavoro di questi cinque anni è lì, concreto, tangibile, solido. Un punto di arrivo ed un punto di partenza sul quale costruire ancora stagioni importanti, di soddisfazioni, di gioie e delusioni. Di certo saranno stagioni nelle quali i nostri ragazzi ci renderanno di nuovo orgogliosi di loro.
E allora incontratevi e mettete questa benedetta firma.
Frey 7: Due interventi fantastici e determinanti. Decisivo.
Kroldrup 6: Tiene in piedi la baracca quando il Napoli spinge. La coppia centrale viola soffre troppo le palle alte e questa è una spiacevole novità.
Felipe 5: Allestisce in novanta minuti una galleria degli orrori: gli attaccanti gli sfuggono come anguille, commette una serie interminabile di falli compreso un rigore sacrosanto, sbuccia un pallone che stava per trasformasi in autorete e commette una serie di altri interventi da brividi. Non è tranquillo.
Comotto 6: Partita senza acuti, ma la sostanza c’è. Dalla sua parte il Napoli non combina poi molto. Assente in fase offensiva, ma era una partita da giocare in trincea.
Pasqual 5,5: Dalla sua parte la Fiorentina balla troppo. Gioca meglio in fase offensiva che in fase difensiva.
Donadel 6,5: Nella partita più importante del campionato mette in campo carisma e carattere. Era la partita giusta per gente come lui.
Bolatti 6: Se si nota poco è perché sta facendo bene il suo lavoro.
Santana 6,5: Nonostante sia al rientro dopo l’infortunio patito nel campo di patate di Marassi, pressa per tutti i novanta minuti regalando anche qualche giocata pregevole, credendoci sempre ed andando anche vicino al gol. Devoto alla causa.
Gobbi 6,5: Riproposto a centrocampo come tappabuchi è autore della sua migliore prestazione del 2010. Bella sorpresa.
Jovetic 8: Sgusciante geniale, tornato decisivo. Questo è lo Jovetic che ci invidiano le grandi d’Europa.
Gilardino 8: Il Napoli patisce numerose assenze nel reparto arretrato e Alberto mette a disposizione della squadra la specialità della casa: il colpo di testa in anticipo nell’area piccola. Cobra.
Babacar 7: Movenze eleganti, fisico importante, il suo ingresso in campo è decisivo.
De Silvestri 6: Mezz’ora buona per confermare il suo buon momento. Ordinato.
Montolivo 6,5: Con il suo ingresso la Fiorentina guadagna metri. Due ottime aperture, gran lavoro in copertura.
Prandelli 8: Si affida ai giocatori meno impiegati per giocarsi la gara della rinascita. Il risultato è una Fiorentina determinata che prova sempre ad imporre il proprio gioco e sa soffrire quando il Napoli la attacca. L’inserimento di Babacar è la perla con cui cambia l’inerzia della partita. Mazzarri deve mangiare ancora tanto pane.
Peccato, non ce l’abbiamo fatta… e c’è mancato così poco. Due volte in vantaggio, due volte raggiunti immediatamente dalle prodezze balistiche di un Bayern che, eccetto il mostruoso Robben, è apparso davvero alla portata dei ragazzi di Cesare. Franchi gremito in ogni ordine di posti per una notte che rimarrà comunque nella storia della Fiorentina.
Inizio condizionato dal forte vento, poi l’azione insistita di Juan Vargas che fa esplodere il boato del pubblico. E quando il Gila si divora il raddoppio, dalla Fiesole parte subito il coro “Gila-gol”. Siamo il tredicesimo uomo e forse anche il quattordicesimo. Vai Gila, va bene lo stesso… crediamoci.
Il secondo tempo inizia con una Viola ancora più convinta di poter compiere l’impresa ed arriva subito il 2-0.
Sugli spalti è grande festa: aumentano di intensità i cori di incitamento… cantano tutti, cantiamo veramente tutti.
Il gran gol di Van Bommel ci riporta sulla terra, ma nessuno vuole smettere di crederci. La Fiorentina riparte e trova il 3-1 ancora con un gol di Jo-Jo, ancora assist di un ispirato Gilardino. La gente stavolta impazzisce… tutti abbracciano tutti: uomini, donne, giovani, anziani, animali, seggiolini.
Arriva la perla di Robben, una sassata che infrange il nostro sogno, ma non ci atterra. Non è ancora finita: è durissima, ma siamo ancora vivi.
Fuori un commovente Vargas, dentro Keirrison per cercare il guizzo decisivo che purtroppo non arriverà.
Cantiamo fino alla fine, incitiamo i ragazzi anche sull’ultimo fallo laterale.
Siamo fuori, c’è delusione, si… ma che serata.
Vogliamo dire una cosa sola a quelli che non sono mai contenti e trovano sempre il modo di criticare i nostri condottieri Cesare, Pantaleo, Andrea e Diego: tenete a mente come vi siete sentiti sull’1-0, sul 2-0, sul 3-1, tenete a mente l’emozione del gol del Gila ad Anfield al 92′. Queste emozioni sono solo nostre e ce le hanno fatte provare loro: Cesare, Pantaleo, Andrea, Diego e tutti i nostri ragazzi, dall’ex Darione a Martino fino all’ultimo arrivato Keirrison.
Fatela finita con questa rabbia e questa frustrazione ataviche che annebbiano i vostri giudizi e vi fanno sputare fiele su questa cosa bellissima che abbiamo e che si chiama Fiorentina.