Grandissimo Della Valle a Ballarò. Nel corso della presentazione degli ospiti il giornalista e conduttore Floris interloquisce con Diego Della Valle:

Floris: Ha deciso di vendere la Fiorentina?
DDV: No, anzi. La Fiorentina è lì, andrà sempre meglio. Ho deciso solo di dare un segnale forte, serviva, è stato recepito dopo mezz’ora e quindi ora la Fiorentina andrà avanti bene come prima.
Floris: Ha litigato con Prandelli?
DDV: No, no, diciamo che ci siamo chiariti su come dobbiamo guidare la Fiorentina.

Il patron ha accompagnato il breve dialogo con un sorriso che dovrebbe tranquillizzare ulteriormente il popolo viola.
Diego ha confermato una volta di più di essere un leader, come ha sempre fatto in questi anni quando nei momenti belli ha lasciato la gloria ai suoi collaboratori, mentre nei momenti negativi è sempre intervenuto in prima persona mettendoci la faccia e difendendo come un leone la sua famiglia, la Fiorentina e il popolo viola.
Sul futuro è tornato il sereno. Noi stiamo con Della Valle.

Poche righe che rimarranno indelebili nella storia della Fiorentina. In una delle giornate più cupe di questi meravigliosi anni di gestione della famiglia Della Valle, Diego squarcia il velo della tristezza e della paura dei tifosi con una lettera d’amore che mette i brividi e che resterà per sempre tra le cose più belle mai scritte per i colori viola.
Diego ha lasciato. Diego si è fatto da parte per il bene della Fiorentina.
L’enorme dispiacere provocato dall’addio del patron è accompagnato dall’ammirazione per un uomo formidabile che, dopo averci già mostrato di essere ben dotato di palle e di cervello, oggi ha mostrato alla gente di Firenze di possedere anche saggezza, umiltà e cuore.
Era davvero necessario il sacrificio del patron per respingere gli assalti di chi gode nel gettare zizzania nella famiglia viola?
Diego, la partita in casa con l’Inter ti mostrerà quanto Firenze tiene a te e alla tua famiglia.

“Scrivo a tutti quelli che vogliono bene alla Fiorentina per comunicare che da oggi non sarò più il Patron della Società. La sottile strumentalizzazione che in questo periodo qualcuno ha tentato di fare nei confronti della Società, contrapponendola ai suoi tifosi, ha superato ogni livello di tollerabilità e qualunque cambiamento di comportamento per il futuro non ne modificherebbe comunque la gravità. Vedere la Società messa da molti sul banco degli imputati senza aver commesso nulla se non difendere con forza i valori e la dignità della maglia viola non è per me accettabile e soprattutto non è giusto. Ai tifosi veri dico di tenere gli occhi aperti e di non farsi usare da chi vuole destabilizzare i rapporti tra la società e i suoi sostenitori; state vicini a questa dirigenza che ha dato e darà il massimo per cercare di farvi sognare ancora di più, e fate in modo che mio fratello Andrea rimanga vicino alla Società con tutta la passione che ha e che ha sempre dimostrato. Pochi come lui sanno dosare cuore e capacità gestionali necessarie per guidare una Società di calcio importante come la Fiorentina. Voi tutti, tifosi veri, continuate a sostenere questi ragazzi che vanno in campo perché sono un gruppo fantastico e generoso e difendete sempre e solo i valori della maglia viola”.
Diego Della Valle

Un risveglio amaro che la gente viola non meritava. Dapprima incredulità, la sensazione che stia accadendo qualcosa di irreale, poi sconforto, sofferenza per la paura di qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato. Diego lascia… “ma perché?” è la domanda alla quale chiede risposte un’intera tifoseria.
Sono passati tre giorni dall’intervista di Diego alla Gazzetta dello sport nella quale Diego prometteva che nell’uovo di Pasqua ci avrebbe fatto trovare la promessa di essere il nostro patron anche il prossimo anno, e adesso…
Qualcuno dice che non ha gradito le manifestazioni di affetto della gente al mister nel corso della partita di domenica… ma cosa avrebbe irritato Diego?
La gente di Firenze ama Prandelli, come ama Diego, Andrea e il Corvo. La gente domenica ha fatto sentire al mister il calore di chi vuole convincerlo a rimanere. Nessuno ha contestato la proprietà, anzi. Firenze non è mai stata tanto orgogliosa di un patron come lo è di Diego e come lo è di Andrea, due persone che si sono conquistate la stima dell’intera tifoseria dimostrando sempre di essere degni di rappresentarla. Dimostrando con i fatti, nel tempo, di essere affidabili, capaci, in grado di programmare il presente ed il futuro di una squadra che rappresenta una città.
Diego, il popolo viola si è schierato compatto al tuo fianco quando in mezzo alla tempesta di calciopoli sei apparso in televisione a difendere la Fiorentina e l’onore della famiglia Della Valle. Tu e Andrea avete sempre avuto il sostegno, la stima e l’affetto di tutta Firenze.
Domenica abbiamo cantato per Cesare per fargli capire, come hai fatto tu con l’intervista alla Gazzetta, che lo consideriamo “uno dei nostri” e vogliamo che rimanga. Domenica abbiamo intonato per tutta la partita “chi non salta juventino è…” facendo eco alle tue parole, parlando come tu hai fatto sulla Gazzetta.
Forse tutto questo è solo un equivoco.


Amarezza e speranza. Ieri l’intervista choc di Diego alla Gazzetta dello Sport, oggi la risposta di Cesare in conferenza stampa.
Tutto intorno i commenti maliziosi di chi non vuole bene alla Fiorentina e quelli preoccupati di chi gliene vuole troppo.
In mezzo a questo vortice di supposizioni ed illazioni, vogliamo riportare la frase di Cesare che più ci rincuora:
“Vogliamo fare la squadra più giovane d’Europa? Va benissimo. La scelta di vita l’ho fatta due anni fa e la rifarei.”

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